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Senza banda larga, senza alfabetizzazione, senza senso

La Regione Lazio taglia la banda larga a 181 pubbliche amministrazioni mentre si frena sull'alfabetizzazione digitale della RAI
2 minuti di lettura

Altro che contromano, qui sembra sempre più l’ennesima strada senza uscita. Lagenda digitale planata in Senato col decreto crescita 2.0 pronto ad essere approvato si carica di altri due paradossi in perfetto stile Matrix: pensiamo di digitalizzare un Paese e le sue future generazioni tagliando Internet nella regione della capitale italiana e cancellando l’alfabetizzazione?

Pare di si. In un giorno solo, due mazzate tremende a chi sperava (non troppi) che il Governo ci credesse almeno un po’, alla possibilità reale di migliorare, risparmiare e investire consapevolmente utilizzando la rete, le nuove tecnologie e tutto quello che ormai possiamo definire “quotidiano” (basta parlare di informatica! Quella non esiste più!). Ecco le credenziali del momento.

Primo: taglio della banda larga a tutte le aree appartenenti al Progetto SIRCCLA a partire dal 1° gennaio 2013. Trattasi di quasi 200 pubbliche amministrazioni, comprensive di Province, Comunità montane, Asl ecc che tramite telefax (incredibile ma vero: le mail non sono previste) sono state avvisate che tra poco più di un mese resteranno senza connessione broadband. Possibile? Si. Motivazione? Spending review, ovviamente, mirata al conseguimento “di economie di bilancio nell’ambito dei settori della spesa corrente“. Quali spese? Quelle dei fax?

E pensare che all’origine del progetto SIRCLA, che rientrava nell’ordine delle disposizioni del codice di amministrazione digitale sul sistema pubblico di connettività, l’obiettivo finale era migliorare il sistema informativo regionale e i servizi pubblici soprattutto in aree montane e impervie, dove oggettivamente si rischia di restare fuori dal mondo senza una connessione veloce.

Ora gli enti saranno costretti a sottoscrivere contratti separati con gli operatori presenti sul mercato con notevoli diseconomie di scala e costi aggiuntivi non più sopportabili in questo difficile momento economico per gli enti locali”, come ha dichiarato il presidente della Comunità Montana Giuseppe De Righi. In soldoni: la Regione taglia fondi per risparmiare consigliando di usare il fax (perché non il piccione viaggiatore?), gli enti locali sono costretti a spendere altri soldi – sempre pubblici – per non tornare all’età della pietra. Sensato no?

Ma non basta, passiamo alla Rai e alla frenata sul progetto di alfabetizzazione digitale: la Commissione Industria ha bocciato la proposta di Commissione Trasporti e Tlc firmata da Gentiloni e Palmieri che prevedeva, dal 2013, in ogni nuovo contratto tra MSE e Rai un piano di alfabetizzazione informatica, con l’utilizzo di un canale digitale tematico in chiaro e magari anche un portale internet dedicato.

Cosa troppo? O cosa? Secondo Roberto Scano, collaboratore di Pionero e presidente di Iwa Italy, “è necessaria una pressione mediatica affinché il nuovo contratto di servizio Rai preveda comunque tale attività soprattutto utilizzando la Tv generalista, fornendo pillole di innovazione e informando l’utente su tutti i benefici che porta quella determinata tecnologia“. Il problema, però, è che a questi benefici la Commissione pare non crederci. Ancora una volta.

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