L’app “per farli dimettere” si e’ dimessa da sola?

Scritto da:     Tags:  , , , , , , ,     Data di inserimento:  29 novembre, 2012  |  Nessun commento
29 novembre, 2012
Partita in tromba e poi clamorosamente stoppata: è impossibile realizzare un app per fare dimettere chi se lo merita?

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Pensavano di cambiare veramente qualcosa o è stato solo l’ennesimo tentativo di socializzazione polemica durato lo spazio di un paio di click? Il fenomeno era (o è?) interessante, perché mette insieme il disagio di una generazione convinta che molti dei problemi siano addebitabile alla classe politica (difficile dargli torto) e che vada creata un’applicazione, una vera app, “per fare dimettere” chi non fa gli interessi del Paese, anzi molto più spesso li calpesta.

Forse si pensava bastasse uno sfndo rosso rivoluzione, ma l’idea è dell’agenzia di stampa Casiraghi & Greco di base è anche sostenibile perché figlia, un po’ come tutti i social network e i blog di nuova generazione, proprio dei blogger, intesi come commentatori singoli, che per una ventina di giorni hanno affollato il dominio apperchesidimettano.it, il cui incipit spiega bene l’obiettivo da raggiungere. “Perché non provare ad aiutare i nostri politici peggiori a dimettersi con una bella app?“. La domanda è insieme provocatoria e tecnologicamente fuorviante: di che app si sta parlando esattamente?

Un vero e proprio muro delle rimostranze, che però non resti li, fine a se stesso, ma alla fine serva fattivamente a qualcosa. Di commenti ce ne sono centinaia: chi ovviamente chiede di realizzare qualcosa dove si possa visualizzare e conoscere tutti i rappresentanti politici del proprio Stato, Provincia, Regione, con foto, stipendio, attività, eccettera. Ma non l’avevamo già sentita con l’operazione trasparenza di brunettiana memoria? E poi: se fai un’applicazione, deve servire qualcosa. Commentare e sputare rancore è un po poco, la rete è troppo più potente per non riuscire a dare un seguito effettivo

Forse allora così è un po’ poco. Anche perché alla fine sarebbe dovuta essere disponibile sia su Android che su iOS ma concretamente fruibile, e non dispersa come fosse uno Shazam qualsiasi (solo per citare una app di impatto sociale ma di uso relativo). Il vero problema è che dal 13 ottobre in poi nessuno ha più commentato? Perché? L’esperimento è già finito prima di cominciare?

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