L’agenda digitale accelera. Si, ma contromano

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28 novembre, 2012
Il decreto crescita 2.0 arriva in Senato: a giorni l'approvazione definitiva. Con tantissimi dubbi

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Sarà fondamentale non avere ansia da prestazione, e vagliare al meglio tutto quello che serve all’Italia per digitalizzarsi con senso logico, il che significa modernizzare il Paese ma anche farlo risparmiare, perché la tecnologia serve a migliorare l’utilizzo delle risorse, non ha perdere tempo su un telefonino cercando dati che poi vanno stampati per legge.

L’agenda digitale, quella che vogliono tutti ma nessuno comprende fino in fondo, si appresta a compiere in ogni caso il suo fondamentale viaggio in Senato: ieri è scattato l’iter del decreto crescita 2.0 presso Palazzo Madama, dove entro il fine settimana sarà definitivamente approvato, dopo l’ok apposto dalla Commissione Industria. Al Governo, insomma, questo decreto crescita 2.0 piace così, visto che la commissione ha già esaurito l’esame delle proposte di modifica, tra le quali spicca in particolar modo il mobile ticketing, acquisto di biglietti da smartphone, anche attraverso carte ricaricabili.

Ma tra i temi scottanti, in parallelo col “concorso scuola mania” approdato ormai a valanga su tutti i social media, ci sono gli ebook e la digitalizzazione della scuola. Perché, effettivamente, è da li che si deve partire per poi influenzare le generazioni future. Dopo la frenata, paradossale e controproducente, sui libri digitali, si presuppone la possibilità di un emendamento ad hoc per far passare le scuole al formato digitale (ma cosa significa in realtà? Non basta dare ad un ragazzo un ipad per renderlo consapevole…) già dal prossimo anno.

Ma i tempi che si dilatano fanno bene alla crescita? E il “no secco” all’e-commerce, per il quale nel decreto sono scomparsi gli incentivi, fa bene al mercato? Ognuno ha la capacità per farsi una propria opinione, mentre l’agenda digitale “mozzata” farà il giro delle approvazioni finali.

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