Il Papa twitta e l’8xmille ha la sua app: altro che sacrilegi

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28 novembre, 2012
Lunedì 3 dicembre, in un'apposita conferenza stampa, tutti i dettagli del profilo Twitter di Benedetto XVI

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Sacrilegio? Ma no, solo modernizzazione. Anche se, considerando l’austerità di Benedetto XVI, ci sarà voluto molto impegno, da parte degli uomini marketing del Vaticano, per convincere il Pontefice allo sbarco ufficiale su Twitter. Del resto la moltitudine di cristiani praticanti e non presenti sul globo utilizzano con continuità i social newtork, e per raggiungerli, esserci è quasi una necessità.

Il tutto, ovviamente, sarà presentato con un’apposita conferenza stampa lunedì 3 dicembre presso la Santa Sede, dove verranno svelati tutti i particolari: ci saranno monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; monsignor Paul Tighe, segretario del dicastero; padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, della Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano; professor Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano; dottor Greg Burke, media adviser della segreteria di Stato. E poi, alla fine, interverrà anche Claire Diaz-Ortiz, Direttore di Social Innovation per Twitter.

La decisione della Santa Sede di sbarcare sul microblogging più “cool” del momento, perché i 140 caratteri sono una particolarità genetica che Facebook non ha e forse l’unica, vera pecca del social inventato da Mark Zuckerberg (è un po’ come la Coca Cola, di cui non si conosce – o si fa finta di non conoscere – l’ingrediente speciale) è stata presa da diversi mesi, e anche se non sarà il Papa in persona a twittare, Benedetto XVI dovrà approvare ogni singolo post. La maggior parte dei cinguettii, comunque, arriveranno dal suo corposo staff, anche perché il Pontefice, che aveva provato tempo fa ad usare un ipad, non naviga su Internet e scrive tutto a mano.

Ma quale sarà l’account? Sorpresa, pare, visto che ad oggi non è dato sapersi. Anche se le ipotesi cominciano a sprecarsi: in cima alla lista, “@BenedictusPPXVI“, già aperto ma poi bloccato. Chissà. Nell’attesa, è utile rimarcare l’importanza, in questo senso, di Monsignor Gianfranco Ravasi, il ministro della Cultura del Vaticano che usa regolarmente Twitter per comunicare versetti della Bibbia, ha anche aperto un blog e parla con i manager di Google spingendo sul fatto che la Chiesa deve essere presente in rete. Se ha raggiunto 25.842 followers, evidentemente ci ha visto giusto.

E, il tutto, si somma all’app mobile “8xmille” adottata di recente dalla CEI (Conferenza episcopale italiana) e che, in maniera completamente trasparente, informa i cittadini su tutte le informazioni per l’8 x mille. L’app consente di conoscere gli interventi, i progetti di case famiglia e mense Caritas, e in generale tutte le iniziative sociali della Chiesa, per effettivamente sapere dove finirà quella parte di tasse che si decide di destinare al Vaticano. Altro che sacrilegio. Tutta trasparenza e informazione utile. Tutta apertura. Finalmente.

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