LTE e Digitale terrestre: il MISE al lavoro contro il rischio interferenze

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  27 novembre, 2012  |  Nessun commento
27 novembre, 2012
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Procede la sperimentazione dei principali gestori telefonici sulle reti di nuova generazione (LTE, primo passo verso le reti 4G). TIM ha lanciato il servizio a Milano, Roma, Napoli e Torino; Vodafone a Roma e Milano; 3 ha un impianto test nella borgo laziale di Acuto, mentre Wind non ha ancora annunciato l’avvio dei servizi 4G.

Naturalmente non è tutto oro quel che luccica, e la strada dell’innovazione è un cammino ricco di potenzialità ma anche di imprevisti che possono comportare qualche disagio agli utenti.

Uno di questi è costituito dalla concreta possibilità di interferenza tra le frequenze utilizzate della nuova rete di telefonia mobile con quelle del segnale per la televisione digitale terrestre, ancora di recente adozione.

Il problema nasce dalla adiacenza tra le frequenze dei due segnali, con particolare riferimento agli 800 Mhz, ex canali 61-69 ora assegnati ai servizi di banda larga mobile.

Due i tipi di interferenze cui sarebbero sottoposti i sistemi riceventi televisivi: il primo, cosiddetto di “blocking”, consisterebbe nell’accecamento delle antenne di ricezione televisiva dovuti alla prevalenza del segnale LTE su quello televisivo conseguente alla collocazione delle antenne per il segnale mobile, dislocate in ambiente urbano e sui tetti e per questo in grado di oscurare il segnale dei ripetitori per la TV, più lontani;

Il secondo problema, invece, prevede il riscontrarsi di interferenze sul “canale adiacente”, e, in tale caso, il disturbo riguarderebbe i canali tv più alti (a partire dal 60 Uhf).

In entrambi i casi, sono elevati i rischi di disagi all’utenza e sarebbero numerose le famiglie cui verrebbe impedita la ricezione dei canali televisivi.

I primi impianti 4G già accesi in via sperimentale all’inizio di novembre dagli operatori, in alcune città italiane operano sulla frequenza di 1800 Mhz e non disturbano la tv digitale terrestre. Tuttavia, dai risultati delle prime fasi di sperimentazioni fin qui attuate, si stima che circa 700 mila famiglia siano a rischio interferenza e oscuramento. La problematica è già stata presa in carico dal Ministero per lo Sviluppo economico, che ha già attivato un tavolo tecnico (al quale partecipano anche le telco) per la gestione delle criticità legate al passaggio alle nuove reti. Secondo quanto dichiarato dal ministro Passera sono allo studio “provvedimenti normativi, da proporre eventualmente nell’ambito dell’iter parlamentare di conversione” del Decreto Crescita 2.0, “idonei a definire le modalità con cui gli operatori di telecomunicazioni dovranno intervenire sugli impianti per la ricezione televisiva domestica ripartendo i relativi oneri”.

I costi dell’adeguamento degli impianti, dunque, dovrebbero essere a carico degli operatori.

Stando alle premesse, dunque, si sta cercando di mostrare il massimo impegno per ridurre al minimo i disagi per gli utenti finali. Per una reale stima dei disagi occorrerà però aspettare l’inizio del 2013, quando il segnale 4G troverà maggiore diffusione.

Staremo a vedere (interferenza permettendo).

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