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L’indispensabile fattore “umano” nell’OPEN GOVERNMENT: verso OGP ITALY il 10 dicembre a Roma

L’indispensabile fattore “umano” nell’OPEN GOVERNMENT: verso OGP ITALY il 10 dicembre a Roma
3 minuti di lettura

Data importante quella del 10 dicembre 2012. A Roma, presso la sede del Dipartimento della Funzione Pubblica, si terrà il terzo meeting europeo dell’OGP. Cosa è l’OGP? E’ l’acronimo di Open government partnership,   un’ iniziativa che ha l’obiettivo di impegnare i governi in azioni concrete volte all’apertura e alla trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni. L’Italia ha aderito (da ottobre 2011) insieme ad oltre 45 paesi nel mondo, in quella che può sembrare una vera ambizione di carattere “globale”. Ha presentato un piano di azione, con le inziative realizzate e da realizzare, che è stato sottoposto anche a consultazione on-line e presentato successivamente all’evento OGP tenutosi, quest’anno, a Brasilia.

L’incontro di Roma è realizzato in collaborazione con il Cabinet Office del Regno Unito e rappresenterà un momento particolare di confronto e scambio di esperienze, con l’obiettivo di raggiungere una visione congiunta e di aprire percorsi “nuovi”  verso la concreta attuazione dei principi dell’Open government. Proprio per questo l’evento sarà caratterizzato da due momenti fondamentali.

Nel primo momento, verranno condivise una serie di “cose fatte” dei vari paesi sui temi cardini dell’Open Government, e dunque su trasparenza, partecipazione e collaborazione.

Su questi temi,  gli attori non sono in maggioranza rappresentati da Pubbliche Amministrazioni, considerate come entità astratte, bensì da pubblici dipendenti che le costituiscono, i quali stanno assumendo, inevitabilmente, un ruolo cardine nei processi di apertura. Sono infatti  loro che producono i dati, ed è grazie a loro che la qualità delle informazioni pubblicate può migliorare ed è ancora grazie a loro se possono essere accelerati i processi di cambiamento verso la trasparenza totale. Grande attenzione deve essere prestata quindi alla valorizzazione di tale “capitale umano”.
Ma non basta occorre piu’ partecipazione anche da parte dei  cittadini  ed in questo  occorre trovare strumenti “nuovi” che possano aumentarne il coinvolgimento. Su questo particolare punto, non sono solamente le Pubbliche Amministrazioni ad avere una precisa responsabilità, ma anche le aziende che dovrebbero inventare nuovi modelli, ben oltre le attuali implementazioni tecnologiche (“app”), per avvicinarsi più facilmente ai loro “clienti”. E’ dunque sempre piu’ necessario che si attivi  un rapporto di collaborazione tra tutti gli attori interessati in questa delicata fase di kick off dell’OPEN GOVERNMENT.

 

Ed è proprio per questo che nella seconda parte dell’evento ci sarà la possibilità di discutere delle forme di dialogo, oggi indispensabili,  tra governi e società civile.

 

In un ecosistema in cui la sostenibilità della trasparenza è alla base di qualsiasi miglioramento delle PA e l’impegno degli attori deve rappresentare, sempre più, un effettivo sforzo orientato alla collaborazione, le regole devono essere ben definite e poi fissate, con il contributo di chi, appunto, vuole collaborare, e di chi vuole lanciare delle proposte, sia esso cittadino o associazione. L’importante è capire quali siano gli interlocutori di questo inevitabile cambiamento.

 

Se da un lato vi è la Pubblica Amministrazione, ed è cosa certa, dall’altro, spesso vi sono Associazioni delle quali si sa e si conosce ben poco. Se si vuole realizzare una collaborazione “vera” tra i diversi attori,  improntata al miglioramento del nostro Paese, occorre trasparenza da entrambe le parti. Sarebbe auspicabile, in questo senso, che anche le Associazioni si aprissero (in termini di trasparenza), magari identificando un percorso che, a partire da una condivisione d’intenti a livello nazionale, possa essere estesa anche in ambito OGP.

 

In questo senso cominciano a circolare diverse proposte in rete sulla necessaria trasparenza delle Associazioni, una trasparenza che riduce quella asimmetria informativa che oggi può essere da ostacolo alla collaborazione efficace tra società civile e istituzioni.

 

Dunque se prima il focus era interamente centrato sull’OPEN DATA, ora si sta comprendendo che sono gli  individui che consentono, con le loro idee, con le loro attività e con  le loro decisioni, di aprire veramente le porte di una nuova dimensione sociale e culturale verso l’OPEN GOVERNMENT.

 

Ed è proprio per questo che da subito chiunque può contribuire  al dibattito, fornendo riflessioni, proposte di discussioni  attraverso l’ideario realizzato appositamente per l’occasione , dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

L’inziativa del 10 dicembre può essere seguita anche su twitter utilizzando l’hashtag #ogpitaly , ma già da ora potete vedere cosa bolle in pentola! Buon appettito!

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Foto del profilo di Davide D'Amico
Si è laureato in Ingegneria elettronica presso l’Università di “Tor Vergata” nel 1999 dove ha conseguito nel 2003 anche il titolo di Dottore di ricerca. Dal 2001 entra alla Presidenza del Consiglio dei Ministri come vincitore di concorso pubblico,e viene assegnato al Dipartimento della Funzione pubblica. Si occupa da subito di temi legati all’ICT ed in particolare a quelli di e-government. Ha avuto modo di approfondire aspetti legati all’impatto delle nuove tecnologie sulle amministrazioni pubbliche, alle metodologie di project management, ai metodi per la reingegnerizzazione dei processi, ai sistemi di gestione della conoscenza e a strumenti di supporto decisionale. E' stato coordinatore di numerosi progetti ICT, e per tre anni consecutivi, professore a contratto presso l’ Università di Roma Tor Vergata del corso di “architetture dei calcolatori” e del corso di “progettazione e gestione siti web”. Consigliere dell'Avvocatura dello Stato per 4 anni, sui temi dell'ICT e della pianificazione strategica. Oggi è responsabile tecnico del progetto “PERLA PA” (www.perlapa.gov.it) per l’integrazione di tutti gli adempimenti di responsabilità del Dipartimento della Funzione Pubblica e che coinvolge oltre 20.000 amministrazioni pubbliche. Tra gli obiettivi del progetto sia quello di semplificare l’infrastruttura tecnologica e gli aspetti organizzativi legati alle banche dati interne, sia la realizzazione di un unico sistema di Business Intelligence indirizzato al vertice politico/amministrativo in modo da supportare le scelte politiche sulla base di una conoscenza, il più possibile oggettiva ,dei dati e delle informazioni. E' un attento osservatore e studioso di temi innovativi come l'OPEN DATA e il CLOUD Computing, ed ha coordinato la stesura delle linee guida sui siti web della PA edizione 2010 e 2011. Ha elaborato la teoria sulla trasparenza centralizzata e distribuita nelle pubbliche amministrazioni. E' autore della Bussola della Trasparenza dei siti web delle PA (www.magellanopa.it/bussola).

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