Blogger / Capitale sociale / Innovazione / Marketing / Social Media / Web Marketing

Produrre con il pubblico attraverso i social media

Produrre con il pubblico attraverso i social media
3 minuti di lettura

Che l’industria cinematografica non se la passi bene, non è un mistero. Secondo i dati raccolti da BoxOffice Mojo, su base annuale, gli incassi degli ultimi 20 anni hanno fatto registrare variazioni negative anno su anno, eccetto in poche occasioni, come ad esempio il 2009. Inoltre il costo medio di produzione rapportato all’incasso medio evidenzia una chiara perdita e pare che la produzione e la distribuzione in se non siano più un business remunerativo. Un altro dato interessante è che, laddove invece gli incassi coprono abbondantemente i costi, gli investimenti di produzione siano stati ingenti, superiori ai 10 milioni di dollari e, in taluni casi, anche i 100 milioni. Una situazione simile lascerebbe presupporre che, al fine di essere remunerativo per produzione e distribuzione, solo le grandi produzioni (con cast attori e tecnico di un certo livello) possano vedere la luce.

Il 2012 da questo punto di vista ha rappresentato una svolta perché, forse per la prima volta, il mondo del cinema ha visto arrivare nelle sale una produzione nata e gestita in rete, sia in termini di realizzazione sia di finanziamento.

Ironsky è una produzione tedesca, filandese e australiana realizzata da Blind Spot Pictures, 27 FilmEnergia production, società specializzata nella realizzazione di 3D, che ha fatto del Crowdsourcing, Crowdfinancing e Crowdinvesting un modello di business. Presentato al festival di Berlino a febbraio di quest’anno, ha dimostrato che si può fare cinema in modo diverso. In Italia se ne è parlato poco, e quasi sempre in modo poco lusinghiero. Tuttavia i numeri sono da standing ovation per una produzione che ha completamente rivisto il modo di fare cinema. Una produzione da 7.5 Milioni di Euro che, dalla sua uscita ad Aprile 2012  in 72 giorni di programmazione ha incassato oltre 8 milioni di euro solo nelle sale.

Ciò che rende Iron Sky speciale è la collaborazione attiva tra i film maker e la comunità on line. Il team, infatti, è in contatto diretto con oltre 200.000 fans su base settimanale. Di questi, 75.000 attraverso Youtube, 50.000 su Facebook, 55.000 attraverso il proprio sito web.

I fan e i follower hanno preso parte attiva nella produzione fornendo idee, finanziamenti e pubblicità. A tutti gli effetti il progetto è divenuto una piattaforma collaborativa di produzione cinematografica. L’utilizzo intelligente del crowdfunding ha permesso di raccogliere quasi 1 milione dei 7.5 di budget, attraverso la vendita di merchandise dal sito.

Il coinvolgimento del pubblico nelle fasi di produzione, inoltre, ha permesso la generazione del Word-of-mouth grazie a cui si iniziò a parlare del film ancor prima dell’inizio delle riprese. Twitter e Facebook, in modo particolare, sono stati utilizzati per la raccolta di idee e la richiesta di suggerimenti mentre, attraverso YouTube, si è realizzato un diario ed un making off in tempo reale per mostrare ai fan l’avanzamento delle attività dei lavori. Gran parte del materiale, sarà poi utilizzato nella versione per DVD e Blue-Ray.

Un altro punto  interessante della strategia adottata è la sezione del sito “Demand to see IronSky”. Grazie alla pagina dedicata i fan potevano richiedere il film nelle sale della propria città. Da un lato ha servito ad individuare i paesi a maggior interesse per la distribuzione e dall’altro ad avere numeri alla mano per contrattare con le differenti case di distribuzione.  Infine il team non ha disdegnato la classica email per chiamare all’azione nella ricerca di comparse o per fare pressioni sulle case di distribuzione.

Il progetto ed il modello di lavoro ha suscitato l’interesse anche di Holliwood che ha ingaggiato la squadra di IronSky per la realizzazione di Jeremiah Harm, tratto dall’omonima graphic novel per cui sta già partendo la chiamata sui social ed è stato realizzato il promo del film.

 
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=nLRcUcg2TUI]

 

Foto del profilo di Simone Favaro
Da oltre 10 anni collabora con imprese, personaggi pubblici e associazioni nella gestione della propria immagine. In rete sin dai primi anni 90, ha contribuito alla creazione del Medialab presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Trieste ed è stato autore di articoli su comunicazione e nuovi media per Punto Informatico. E’ stato co-fondatore dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo di Scienze della Comunicazione (2000), prima associazione nazionale specificatamente dedicata al corso di Laurea, co-organizzatore dei Meeting Nazionali di Scienze della Comunicazione (2000-2003), promotore di VenetoIN, Business Network degli utenti LinledIN del Veneto (2008). Attualmente scrive per SNID magazine, rivista del master in Social Network Influence Design del Politecnico di Milano e tiene corsi e seminari su social media e comunicazione presso università pubbliche e private in Turchia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>