Penna e calamaio: giustizia digitale ti saluto…

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  26 novembre, 2012  |  Nessun commento
26 novembre, 2012
L'incredibile prende forma: nei tribunali italiani si tornerà a trascrivere gli atti a mano?

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Roba da matti? No, roba italiana. Puro, semplice e perfetto made in Italy. Del resto, nell’epoca in cui parliamo di dematerializzare anche i volantini per strada e poi ci serve la stampa di ogni registrazione online – con la scuola ancora alle prese con la pantomima dei libri digitali ben lungi dall’avere una conclusione concreta -, è scelta logica far trascrivere a mano gli atti procedurali e i verbali di udienza. Non c’è nemmeno bisogno di pensare che stiamo scherzando, purtroppo è tutto vero: la spending review costringe a fare scelte, e allora perché mai velocizzare la giustizia italiana (il che ovviamente produrrebbe risparmio e più qualità) quando è meglio tornare a penna e calamaio?

La storia è semplice: il Ministero della giustizia “non ha più un euro”, e allora la soluzione per campare sta tutta nell’ultima circolare emessa da Paola Severino. Non essendoci i fondi per onorare i servigi di chi fornisce i servizi di stenotipia (ditte e appalti, of course, perché “semplificare” il tutto con un lavoro interno? Sia mai…), udienze e processi andranno, come negli anni ’80, trascritti a mano. Nella “lettera di incarico”, per la precisione, si parla di limitare l’uso delle registrazioni “ai soli procedimenti nei quali non sia praticabile la redazione di un verbale in forma integrale manuale.

Quindi, osserviamo noi, è una questione di importanza, di tempo di redazione o semplicemente di velocità di scrittura manuale? Risponde la circolare stessa: niente penna per “udienze penali nei processi con rito direttissimo, con imputati in stato di fermo o detenzione, ovvero nei procedimenti in cui si decide in merito a provvedimenti restrittivi della libertà personale“. Ma solo se resteranno risorse utili, almeno, a salvaguardare la stenotipia di qualcosa. Altrimenti?

Altrimenti la fiera dell’incredibile scatterà dal primo dicembre, quando con molta probabilità il servizio di stenotipia sarà proprio sospeso del tutto. Senza fondi, i contratti andranno rescissi e si tornerà all’era paleozoica. La parola, per chi non l’ha ancora persa, passa agli avvocati. “Si rischia di non celebrare più processi – dice Eriberto Rosso, presidente della Camera Penale di Firenze -, visto che proprio su quelle verbalizzazioni si fonda l’attività dei legali. Non è pensabile che si possa celebrare l’ordinarietà dei processi senza questo ausilio“. Ma del resto, considerando i tempi medi della giustizia italiana, terra di prescritti e dimenticati, cosa vuoi che sia un po’ di inchiostro al posto di una nuvola?

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