Smart cities, il ’900, e poi….

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  23 novembre, 2012  |  Nessun commento
23 novembre, 2012
RoccioTerzoStato

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Sono sommerso da messaggi, da articoli, da prodotti.

Il messaggio è che siamo tutti “smart”.

Ma ormai si scade nel ridicolo.

Se fosse vero (ma non dubbi che sia andata proprio così) ciò che è stato riportato dalla cronaca nel rappresentare il dibattito avvenuto alla Commissione Industria del Senato, saremmo ormai al paradosso.

Il dibattito, secondo le cronache, si è incentrato attorno all’opportunità che i libri di testo scolastici “digitalizzati” potessero o meno contenere i contenuti multimediali.

Una omerica risata vi seppellirà.

Ma come, in epoca di wiki e di crowdsourcing, di You Tube ci si attarda ancora a discutere dei libri del passato da convertire in formato PDF. Vi prego, abbiate pietà di tutti noi.

In realtà, caro Ministro Profumo, l’oggetto del contendere dovrebbe essere incentrato sulle modalità dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Non basta dare ad ogni insegnate un IPAD per dire ai convegni: “ho fatto la rivoluzione”. E tutti ad applaudire “la novità”-

No caro Ministro, hai solo digitalizzato l’esistente senza cambiare un bel nulla. Una app e IPhone non fanno primavera.

Ormai il mondo si divide, in modo ormai manicheo, tra coloro che hanno la testa rivolta al ‘900 e coloro che guardano al futuro pensando agli effetti sociali dell’innovazione.

E il futuro è ormai contraddistinto -da qualche anno- dalla rivoluzione indotta dalle tecnologie della conoscenza.

Conoscenza appunto. L’oggetto è la conoscenza e non gli IPhone e gli IPAD.

E’ la formazione, la diffusione, la fruizione della conoscenza l’oggetto del contendere.

Altro che “smart”!!! Rendere “smart” il ‘900 è una impresa disperata.

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