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Startup: per tutti si, ovunque no

Londra, assieme a Tel Aviv, insidia le potenze americane nella speciale classifica delle città più propense a creare startup
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La Silicon Valley è sempre li, in cima a una classifica dove innovazione, impresa e idee si intrecciano vistosamente, cercando di costruire quel qualcosa che oggi prende piede col nome startup ma che altro non è che il tentativo, costante, di creare soluzioni alternative al business classico. C’è una novità sostanziale, però, alla voce “posti dove imbastire una startup“, ed è la presenza di un po’ più di Europa in mezzo a mamma Usa: Tel Aviv e Londra incombono, rispettivamente al secondo e settimo posto,  di una classifica che lascia in alto Los Angeles, Seattle, New York, Boston. Ma attenzione anche a Parigi, Berlino e Mosca, mentre, ahinoi, l’Italia “punta a salvarsi”, anzi a raschiare il fondo del barile, visto che per scorgere Milano bisogna scendere al quarantesimo posto lottando con sobborghi messicani e periferie finlandesi.

Chi lo dice? L’autorevole Startup Genome, sito specializzato sulle startup di tutto il mondo (date un’occhiata a questa mappa, stupefacente vero?) che si è posto l’obiettivo di misurare e confrontare diversi ecosistemi di innovazione in tutto il globo. Ok, è vero: tutto dipende sempre da cosa viene considerato cosa buona e giusta nella preparazione del prodotto. Qui, però, gli incipit sono quelli giusti: quali città hanno già diverse startup avviate e tecnologiche ad alta crescita? Qual’è la tipologia degli impiegati e la performance economia delle aziende? Che linguaggio di programmazione usano i siti web delle aziende della tal città?

Il rapporto, gratuitamente scaricabile on line, è stato costruito combinando 50 diverse variabili, combinate all’interno di otto indici (Startup Output, Funding, Company Performance, Talent, Support Infrastructure, Entrepreneurial Mindset, Trendsetting Tendencies & Ecosystem Differentiation from Silicon Valley) scelti da Startup Genome, che peraltro offre altri servizi di notevole interesse come mappe interattive e consigli sul come sfruttare in maniera più sensata e creativa le nuove tecnologie per fare, appunto, impresa. Chissà se tra “enne” anni potremo evitare di essere costretti ad emigrare, per creare pure noi una startup.

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