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Twitter e i partiti italiani: presenti si, ma poco interattivi

Twitter e i partiti italiani: presenti si, ma poco interattivi
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L’uso dei social media quale comunicazione utile e diretta con i cittadini, nel nostro Paese, è appena cominciato: le elezioni politiche del 2013 però sono alle porte e su Twitter è difficile trovare profili effettivamente finalizzati al senso dell’obiettivo. Quello che manca è forse una preparazione di base per gestire uno spazio di comunicazione dove il confronto con gli elettori e i cittadini è diretto e immediato e dove non è concesso sbagliare

Aprile 2013 si avvicina inesorabilmente e i partiti si stanno già dando un gran da fare per improntare le proprie campagne elettorali, in vista delle primarie che decideranno quali candidati presentare alle Politiche della prossima primavera. I social media sono uno spazio che i politici italiani cercano di presidiare da qualche tempo, con più o meno successo. L’agguerrita campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti, dove i social media sono stati un canale molto utilizzato, soprattutto da Obama, ha messo in mostra i diversi stili di gestione e di comunicazione su questi mezzi e quanto si siano rivelati importanti per raggiungere nuove fette di elettorato. Di sicuro, i due candidati alla Casa Bianca avevano dietro uno staff di social media manager ed esperti di comunicazione molto preparato, che li ha portati a miscelare bene i contributi scritti direttamente dai due politici e quelli gestiti invece dai rispettivi team.

In Italia, l’uso dei social media a livello di comunicazione politica è ancora ai suoi albori: buone pratiche si affiancano a casi di pessima gestione. Il sistema politico ed elettorale del nostro Paese impone una diversa logica di gestione: non essendo un sistema ad elezione diretta, troviamo account ufficiali dei partiti insieme a quelli dei singoli esponenti, con contenuti non sempre coerenti. Ad esempio, su Twitter il Popolo della Libertà (@ilpdl) conta 11.000 followers. L’utilizzo degli hashtag è quasi inesistente o comunque poco efficace, precludendosi la possibilità di lanciare temi di discussione in Rete. Inoltre, si tratta perlopiù di retweets di altri account, senza vere novità da parte del partito.

Il Movimento 5 Stelle, vera novità delle ultime elezioni, ha sempre fatto del web il suo spazio vincente: l’account @Mov5Stelle presenta oltre 31.000 followers, ma solo 42 following. L’uso degli hashtag è inesistente, così pure non ci sono tracce di vere conversazioni. La comunicazione ha lo stile della denuncia e rimanda spesso ad approfondimenti esterni, con video, foto o link a siti web. Su Twitter, M5S appare frammentato nei diversi account “locali”, gestiti dai vari gruppi cittadini. Il Partito Democratico (@pdnetwork), con 19.000 followers e oltre 4.300 following, l’account sembra gestito con un buon mix di hashtag mirati e link di approfondimento, sebbene sia piuttosto autoreferenziale. L’Unione di Centro (@udctw) usa i social media piuttosto male e su Twitter non fa una grande figura: solo 783 followers. Dipenderà forse anche dal tipo di elettorato al quale si rivolge, ma l’account è gestito più come lanci di notizie presenti sul sito web, con una totale assenza di interazioni e una fanbase piuttosto scarsa. Per contro, il suo leader Pierferdinando Casini (@pierferdinando) gestisce bene il suo account e i followers lo ripagano: quasi 73.000. L’account della Lega Nord (@LegaNordPadania, 3500 followers) riprende quasi completamente i contenuti pubblicati sulla Pagina Facebok del partito, con qualche raro retweet.

Italia dei Valori punta tutto sul suo leader, Antonio Di Pietro, per cui l’account ufficiale del partito @Idvstaff porta il suo nome e cognome. Una scelta forte, che si coniuga con una buona gestione dell’account, contando oltre 138 mila followers. Infine, Futuro e Libertà è presente con diversi account ufficiali: oltre a quelli delle rappresentanze locali del partito, troviamo un @_futuroeliberta come profilo del FLI, insieme a @futuroeliberta che risponde al nome di Gianfranco Fini. Ma attenzione perché il secondo account è un fake. Così si spiega quell’underscore prima del nome utente dell’account ufficiale… FLI utilizza Twitter come amplificatore di notizie, come la maggior parte dei politici, mettendo da parte la componente dialogica che invece è il nocciolo di questo social network.

In generale, non sarebbe stato male trovare tra i following dei vari account ufficiali anche gli esponenti degli altri partiti; ciò che accomuna molti dei politici italiani è l’uso “unilaterale” di Twitter: scarsissima interazione con i propri followers, uso inefficace degli hashtag. Quello che manca è forse una preparazione di base per gestire uno spazio di comunicazione dove il confronto con gli elettori e i cittadini è diretto e immediato e dove non è concesso sbagliare, a meno che non si voglia rischiare un clamoroso #epicfail. Le uscite poco felici dei vari politici sono spesso in grado di scatenare clamorosi flame su Twitter: non da ultima la pre-home del sito del PD che fa scoppiare le critiche di cittadini perplessi. Le dinamiche dei social media sono differenti da quelli dei media tradizionali: attività di PR, ufficio stampa, conferenze, tribune politiche, televisione hanno logiche di funzionamento diverse da quelle piattaforme dove i cittadini possono esprimere in tempo reale i propri pareri e, date le caratteristiche del web, pretendono di avere una risposta. D’altronde, il web è lo spazio in cui ognuno ha la possibilità di esprimere la propria opinione; cosa che dovrebbe essere alla base anche di una buona comunicazione politica.

Foto del profilo di Michela Passarin
Appassionata di scrittura, turismo e arte contemporanea, nel 2005 apro il mio primo blog e non riesco più a smettere. Laureata in Comunicazione all'Università di Padova nel 2008, con una tesi su turismo e social web, mi specializzo in Comunicazione Istituzionale con un project work sui servizi di accoglienza di Roma Capitale. Dopo Verona, Padova e Venezia, attualmente vivo a Roma, dove sono approdata al social media marketing, viaggiando attraverso uffici stampa, blog, community management e content editing.

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