Tutti attaccati allo smartphone: l’informazione e’ ovunque, gli acquisti ancora no

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  13 novembre, 2012  |  Nessun commento
13 novembre, 2012
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L’indagine Supermoney conferma la rivoluzione mobile italiana: il 53% della popolazione, infatti, accede a Internet dai telefonini di nuova generazione, percentuale che sale addirittura al 63% nella generazione 30-40. L’universo delle notizie ormai è fuori dalle nostre case e dai nostri pc, ma non siamo ancora pronti per la vera svolta: l’e-commerce non decolla. Problemi di privacy, di abitudine o di sicurezza mentale?

Sarà perché faccio parte della generazione 30-40, quella che più di tutte ha visto la prima rivoluzione mobile prima idealizzarsi e poi tramutarsi in “gente che cammina guardando il telefono“. Quelli che hanno partecipato, prima da figli e poi da padri, a un cambiamento se ci pensate particolare ma non così trascendentale: se nelle domeniche degli anni ’90 si litigava con la fidanzata/moglie per le cuffiette di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, oggi è la testa chinata sull’S2 o sull’Iphone 4S, a rivelarci un mondo che esiste tutto intorno a noi, a provocare spesso alienazione, che è cosa ben diversa da possibilità e connessione.

Non mi si fraintenda, ritengo lo smartphone una delle invenzioni più intelligenti della storia proprio perché il suo più recondito senso è uscire dalle quattro mura domestiche e restare collegati al mondo: l’informazione, oggi, non ha più sede e per un giornalista ciò è stupefacente, perché non si tratta di un post o di un tweet buttato li a caso ma di “linfa” che circola nelle automobili, sui treni, sulle spiagge, in seggiovia. Chi ama la libertà di informazione non può che adorare i Melafonino-man o gli “aindroidisti” che, raggiunta la misura, non sostituiscono la puntatina caffè-giornale al click su Shazam ma stanno comunque male se non capiscono il titolo di quel pezzo che ti rimbomba in testa ma che non sai che come si chiama e di chi è, e che quindi non puoi scaricare (attenzione: dal pc o dal telefonino, però), maledizione.

Tutto ciò è cosa ne buona ne giusta (lungi da me pensare esitano i buoni e i cattivi…) ma semplicemente figlia di un tempo che va più veloce di noi ma che, purtroppo, ci impedisce ancora di utilizzare gli smartphone per “muovere veramente il mercato”. Prima di arrivare al dunque, diamo un paio di numeri di Supermoney. Il 53% degli italiani, attualmente, usa uno smartphone per navigare su Internet, percentuale che sale al 63% nella fascia compresa tra i trenta e i quarantanni. L’analisi ha considerato le richieste di preventivo inoltrate sul portale Supermoney.it nel mese di ottobre sulle diverse offerte per l’accesso a Internet tramite smartphone, con e senza telefonino incluso in tariffa, suddivise per fasce d’età.

I risultati mostrano che i trentenni sono la generazione più “smart”, disposta anche ad investire cifre medio-alte nell’acquisto: la maggior parte di loro (74%) utilizza il cellulare, oltre che per internet, anche per più di 100 minuti di conversazione al mese, mentre il 34% è impegnato al telefono per anche più di 250 minuti. I modelli più gettonati in questa fascia sono i Samsung, che ricevono il 46% delle preferenze. Ma l’iphone non sta a guardare, ed essendo molto più “cool” (che termine fuorviante!) è il vero conquistatore dei ventenni. Il 57% dei ragazzi fra i 18 e 29 anni, infatti, ha comprato un cellulare dotato di connessione internet e il 41% di loro ha scelto appunto il Melafonino.

Detto questo, resta il problema acquisti. Negli Stati Uniti la gente compra veramente la spesa su Internet e acquista dal telefonino di tutto. Scarpe, viaggi, pizze, automobili. Non ci credete? Fatevi un giro ad Albuquerque (non esattamente New York) e chiedete al bar dell’angolo: io l’ho fatto e mi sono spaventato. Perché noi, aldilà di tutti i nostri codici alfanumerici e di tutte le “secure code” di questo mondo (o forse proprio a causa di queste??), ancora non siamo pronti a comprare sullo smartphone. In realtà pochi di noi è pronto a comprare on line, anche dal pc di casa sua, si intende, seppur già da li la percezione è diversa, il che ha poco senso dette le cose di cui sopra.

Ma in linea generale lo faranno, si intende con continuità e soprattutto metodo, meno del 10% degli utenti quotidiani di web tramite telefonino. Perché? Sicurezza mentale, paura della privacy violata, visione non perfetta del prodotto, probabilmente anche assenza o mancata ottimizzazione dei negozi on line. La realtà è una sola: oggi come oggi litighiamo per la testa chinata sull’S2 o l’iphone 4S ma due minuti dopo entriamo nel negozio del tal centro commerciale. Il che va anche bene. Ci sono ottimi esempi che vanno verso questa concezione, alcuni presentati pure al Premio Egov 2012. Ma se vogliamo parlare veramente di rivoluzione smartphone-mobile, lo faremo solo se e quando l’ipotesi di acquisto tramite smartphone avrà la stessa probabilità di quello fisico. Quando non farà più notizia, insomma. Proprio come quelle notizie che girano sui nostri telefonini in tempo reale.

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