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La PA del futuro E’ invisibile!

La PA del futuro E’ invisibile!
2 minuti di lettura

La scorsa settimana ho avuto il piacere di trascorrere una giornata a Smart City Exibition e di  partecipare ad un momento d’incontro e di coinvolgimento sull’ Open city.

Tra i tanti interventi interessanti, uno in particolare mi ha colpito profondamente e lo voglio condividere con voi. Quello dell’amica Flavia Marzano, che ha sintetizzato, con una semplice frase, quale fosse per lei il significato di open city : “quando la PA è invisibile!” Beh, devo dire che inizialmente può sembrare una cosa strana, negativa, ma riflettendoci bene, mi convinco sempre di piu’ di questa asserzione e voglio spiegarvi il perchè.
Immagino che l’amica Flavia, volesse dire che una città aperta è un luogo in cui l’amministrazione lavora talmente bene, con un elevato grado di efficienza e di efficacia, che il cittadino non ha modo di vederla (e dunque è invisibile!). Ecco in tal senso, mi sento di dire che questo dovrebbe essere l’obiettivo non solo della “città open”, ma di tutte le PA, dal livello locale a quello centrale.

E per ottenere ciò non è purtroppo sufficiente essere trasparenti. Il bisogno e la necessità di trasparenza del cittadino nasce proprio dal fatto che lui “vede” troppe cose che non funzionano  a partire dai servizi offerti, che soddisfano solo raramente le sue aspettative.  Dunque non dalla mancata pubblicazione di dati e informazioni sui siti web delle PA! Quindi la “forte” domanda di trasparenza nasce dal fatto che i servizi non  incontrano  le aspettative della gente.

E   il cittadino comincia a chiedersi  “ma come vengono spesi i miei soldi?”, e da qui la necessità di capire… di conoscere… di attivare meccanismi di trasparenza… di scrivere norme sugli obblighi di pubblicazione…etc.. etc… Ma pensiamo che questo possa risolvere i problemi del cittadino? Il cittadino comune vuole che i servizi funzionino e funzionino bene!!! E per far funzionare i servizi la trasparenza è si importante, ma è solo un pezzettino di un puzzle!

Occorre puntare a migliorare i servizi, ma  questo oggi nessuno lo dice, o meglio siamo in pochi a dirlo perchè siamo accecati dalle mode passeggere del momento e non abbiamo una visione strategica! Anche qui, come in tutte le cose,   é necessario il giusto bilanciamento tra gli interventi  e  le azioni sulla trasparenza, sull’open data, sull’open government,  e  le azioni sulla reingegnerizzazione dei processi, sul capacity building, sulla realizzazione di ecosistemi e framework basati sulla evoluzione dell’attuale SPC, sull’effettivo accompagnamento delle PA,  e dunque sulla reale attivazione di servizi digitali a partire da un coinvolgimento diretto dei cittadini (Codesign dei servizi!). Solo in questo modo potremo effettivamente garantire agli attuali nativi digitali una PA invisibile!

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Foto del profilo di Davide D'Amico
Si è laureato in Ingegneria elettronica presso l’Università di “Tor Vergata” nel 1999 dove ha conseguito nel 2003 anche il titolo di Dottore di ricerca. Dal 2001 entra alla Presidenza del Consiglio dei Ministri come vincitore di concorso pubblico,e viene assegnato al Dipartimento della Funzione pubblica. Si occupa da subito di temi legati all’ICT ed in particolare a quelli di e-government. Ha avuto modo di approfondire aspetti legati all’impatto delle nuove tecnologie sulle amministrazioni pubbliche, alle metodologie di project management, ai metodi per la reingegnerizzazione dei processi, ai sistemi di gestione della conoscenza e a strumenti di supporto decisionale. E' stato coordinatore di numerosi progetti ICT, e per tre anni consecutivi, professore a contratto presso l’ Università di Roma Tor Vergata del corso di “architetture dei calcolatori” e del corso di “progettazione e gestione siti web”. Consigliere dell'Avvocatura dello Stato per 4 anni, sui temi dell'ICT e della pianificazione strategica. Oggi è responsabile tecnico del progetto “PERLA PA” (www.perlapa.gov.it) per l’integrazione di tutti gli adempimenti di responsabilità del Dipartimento della Funzione Pubblica e che coinvolge oltre 20.000 amministrazioni pubbliche. Tra gli obiettivi del progetto sia quello di semplificare l’infrastruttura tecnologica e gli aspetti organizzativi legati alle banche dati interne, sia la realizzazione di un unico sistema di Business Intelligence indirizzato al vertice politico/amministrativo in modo da supportare le scelte politiche sulla base di una conoscenza, il più possibile oggettiva ,dei dati e delle informazioni. E' un attento osservatore e studioso di temi innovativi come l'OPEN DATA e il CLOUD Computing, ed ha coordinato la stesura delle linee guida sui siti web della PA edizione 2010 e 2011. Ha elaborato la teoria sulla trasparenza centralizzata e distribuita nelle pubbliche amministrazioni. E' autore della Bussola della Trasparenza dei siti web delle PA (www.magellanopa.it/bussola).

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