3 parole per la social agency del futuro: tecnologia, prodotto e metodo

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  14 ottobre, 2012  |  Nessun commento
14 ottobre, 2012
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Que­sta set­ti­mana ho avuto modo di cono­scere diversi impren­di­tori del mondo digi­tale, con­fron­tan­domi libe­ra­mente con loro su alcune tema­ti­che che in qual­che modo “afflig­gono” chi si ritrova “a capo” di un’agenzia, soprat­tutto a seguito di espe­rienze di con­su­lenza in cui tipi­ca­mente si lavora da soli, forti della pro­pria pre­senza e cono­scenza. Il mar­ke­ting digi­tale è ormai abba­stanza “lineare” e le varie realtà si posi­zio­nano sce­gliendo tra varie opzioni: solo con­su­lenza o anche svi­luppo (o solo svi­luppo), gestione di bud­get media o focus su seo o social (ad esem­pio) etc.. Le più inte­res­santi pun­tano di solito sulla stra­te­gia e il pro­ject mana­ge­ment cadendo nelle fati­di­che pro­ble­ma­ti­che di un set­tore evo­luto ma non maturo per com­pe­tenze: non si tro­vano web stra­te­gist e pro­ject mana­ger bravi. Credo fer­ma­mente che chi domina que­ste com­pe­tenze potrà dor­mire sonni tran­quilli, ma non all’infinito. Il mestiere del con­su­lente logora e la rapi­dità con cui que­sti mondi cam­biano impone oggi di muo­versi con agi­lità in mondi sem­pre nuovi (pen­siamo a tutto il mobile, per capirci) mutando con­ti­nua­mente le com­pe­tenze (anche interne) e gli ambiti di ope­ra­ti­vità. Credo però che tre con­cetti, intesi come filo­so­fie azien­dali, potranno carat­te­riz­zare l’agenzia di domani:

tec­no­lo­gia: chi domina un ser­vi­zio è spesso attac­ca­bile, chi domina una tec­no­lo­gia lo è altret­tanto ma gode di un van­tag­gio in qual­che modo “più solido”. L’abilità potrebbe essere pro­prio quella di sce­gliere una tec­no­lo­gia (imma­gi­niamo ad un sistema di social net­work ana­ly­sis tra i tanti esi­stenti) o di poterla inter­me­diare e riven­dere ad un prezzo di favore. O, ancora meglio, sarebbe inte­res­sante avere la forza per costruir­sela in casa
pro­dotto: anche in que­sto caso nes­suno pre­tende la costru­zione di manu­fatti al ser­vi­zio del cliente, un pro­dotto può anche essere “un pac­chetto” che viene inse­rito all’interno di una stra­te­gia più ampia in cui il com­bi­nare i pac­chetti diventa l’abilità prin­ci­pale, una sorta di con­tent cura­tion a livello strategico
metodo: pro­ce­dure e metodi potreb­bero gio­vare molto all’azienda tanto inter­na­mente (gestione di pro­getti, gestione di risorse), quanto nel “sapere cosa fare” nella vita azien­dale, dall’attivazione di un nuovo pro­getto alla gestione di una crisi
Sono sem­pre stato un grande soste­ni­tore del custom, del tai­lor made, della “bou­ti­que del mar­ke­ting”, mi rendo però conto che il tema affron­tato da fast com­pany (The Truth About Being “Done” Ver­sus Being “Per­fect”) è cru­ciale. Le aziende e le agen­zie che vor­ranno svi­lup­pare una stra­te­gia di sca­la­bi­lità non potranno igno­rare que­sti con­cetti, e la sfida più grande sarà evi­tare che gli stessi vadano ad infi­ciare la qua­lità. Pro­dotto è anche il miglior “pac­chetto seo” per un cliente social in una stra­te­gia di allar­ga­mento dell’offerta e metodo è saper com­prare quel pac­chetto ad occhi chiusi (o come dico ulti­ma­mente, con la mano sini­stra) gra­zie ad una part­ner­ship di lungo periodo con un’agenzia del settore.

Non so ancora se que­sta sia “la via”, ma lascio aperta la riflessione.

Cre­dits imma­gine: omniauto.it

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