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Social Media: gestione del presidio e automatismi

Social Media: gestione del presidio e automatismi
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La gestione del presidio dei social media non è semplice e la sua complessità cresce in modo esponenziale all’aumentare del numero di account che apriamo e dalla molteplicità di usi che ne facciamo.

Ogni social network ha le proprie specificità, sia dal punto di vista tecnico sia – e soprattutto – dal punto di vista sociale. LinkedIN, ad esempio, è un network professionale il cui obiettivo è quello di agevolare le opportunità di business. Facebook è un  network sociale nato principalmente per creare e coltivare amicizie. Twitter, permette lo scambio di informazioni e di comunicazioni brevi. Quora è un servizio di “domande frequenti”. Un blog serve ad approfondire e raccontare per essere letti.

Capirne le specificità e le differenti finalità è essenziale e deve portare a porsi delle domande:

  1. Per quale motivo mi sono iscritto a Twitter/Facebook/LinkedIN/Quora ecc?
  2. Cosa voglio condividere su questi account?
  3. Che tipo di informazioni cerco?
  4. Chi sono i miei contatti? (amici, colleghi, partner?)
  5. che tipo di rapporto ho con loro? (amicizia, professionale, nessuno?)
  6. Quale comportamento devo tenere? (formale, informale, ecc.)

La prima domanda è quella più essenziale e a monte deve avere dei ragionamenti e una pianificazione seria degli obiettivi. Non è un mero esercizio retorico o intelletuale. Dalla risposta a quella domanda derivano tutto un insieme di considerazioni che determinano le scelte successive come, ad esempio, automatizzare e come il processo di condivisione tra i network.

La condivisione automatica dei contenuti (syndacation) è oramai una prassi diffusa in particolare da chi usa il social network come strumento professionale. Il limite di questo processo è che, se non ben governato, rischia di creare dei danni come, ad esempio, propagare contenuti strettamente personali su network professionali o, al contrario, torturare i nostri “amici” con contenuti professionali.

La soluzione ideale sarebbe gestire separatamente e manualmente ciascun network, ma è comprensibile anche che farlo chiede molto tempo. L’approccio realistico è la pianificazione dei contenuti e la gestione della pubblicazione in modo mirato, come un cecchino:

  1. Individuare il target
  2. Sapere quali canali utilizza
  3. Imparare come li utilizzano i nostri “concorrenti”
  4. Selezionare i contenuti maggiormente adatti
  5. Distribuire i contenuti SOLO attraverso i canali che meglio rispondono ai nostri obiettivi e al nostro target

In sintesi, pensare ai social media non come un medium ma come a una forma di interazione e, quindi, dare informazioni utili alle persone giuste.

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Foto del profilo di Simone Favaro
Da oltre 10 anni collabora con imprese, personaggi pubblici e associazioni nella gestione della propria immagine. In rete sin dai primi anni 90, ha contribuito alla creazione del Medialab presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Trieste ed è stato autore di articoli su comunicazione e nuovi media per Punto Informatico. E’ stato co-fondatore dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo di Scienze della Comunicazione (2000), prima associazione nazionale specificatamente dedicata al corso di Laurea, co-organizzatore dei Meeting Nazionali di Scienze della Comunicazione (2000-2003), promotore di VenetoIN, Business Network degli utenti LinledIN del Veneto (2008). Attualmente scrive per SNID magazine, rivista del master in Social Network Influence Design del Politecnico di Milano e tiene corsi e seminari su social media e comunicazione presso università pubbliche e private in Turchia.

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